Fare quello che si ama è una cosa. Innamorarsi di quello che si fa è un’altra

C’è un momento preciso in cui capisco che una persona ha smesso di fantasticare e ha iniziato a valutare seriamente questa professione.
È il momento in cui smette di dirmi quanto sarebbe bello lavorare nel mondo dei viaggi e comincia a farmi domande molto più scomode.
Come si guadagna davvero? Su cosa dovrei specializzarmi? Come trovo i primi clienti? E se poi mi accorgessi di aver scelto il prodotto sbagliato?
Sono le domande di chi sta passando dal sogno alla valutazione. E sono, secondo me, le domande giuste. Da queste conversazioni – e dai racconti di chi ha appena iniziato e sta ancora cercando la sua strada – nasce la riflessione che voglio condividere oggi.
Finché è un’idea, sembra tutto semplice
Quando l’idea di diventare Consulente di Viaggio è ancora solo un’idea, tutto sembra facile. Lavorare da dove si vuole, organizzare il proprio tempo, costruirsi un’attività su misura: entusiasma praticamente chiunque.
Poi quella possibilità diventa concreta. E quando una scelta richiede un investimento – di soldi, di tempo, di energie – è naturale che l’entusiasmo lasci spazio ai dubbi.
Non ci si chiede più semplicemente se il mondo dei viaggi ci piace. Ci si chiede se si è davvero pronti a trasformarlo in una professione.
Ed è qui che, secondo me, nasce un equivoco che rischia di bloccare molte persone valide.
L’equivoco della passione
Siamo abituati a pensare che per scegliere un lavoro dobbiamo esserne già profondamente appassionati. Come se la passione fosse il requisito d’ingresso, la condizione da soddisfare prima di iniziare.
Io mi sono convinta che esista una differenza importante.
Una cosa è fare quello che si ama. Un’altra è innamorarsi di quello che si fa.
La prima sembra quasi un colpo di fortuna: o ce l’hai o non ce l’hai. La seconda è un percorso. Ed è quella che vedo accadere molto più spesso.
Pensa a chi impara a suonare uno strumento. Nessuno si innamora della chitarra il primo giorno, con i polpastrelli che bruciano e tre accordi che non stanno insieme. Ci si innamora dopo, quando le dita cominciano a muoversi da sole e all’improvviso esce qualcosa che assomiglia a musica. La passione non era il punto di partenza: era il risultato della competenza.
Un’attività non nasce appassionata. Diventa appassionante
Quando scegli questa professione non stai comprando un biglietto per vivere di vacanze. Stai costruendo un’attività.
E un’attività non cresce grazie all’entusiasmo del primo giorno. Cresce attraverso quello che fai ogni giorno.
Impari un metodo. Acquisisci competenze. Affronti i primi dubbi e i primi no. Trovi i primi clienti. Cominci a capire come si remunera davvero il tuo lavoro. Scopri quali attività ti riescono meglio, quali clienti ti rappresentano di più, quali prodotti senti più tuoi.
E, quasi senza accorgertene, inizi a guardare il tuo lavoro con occhi diversi. Perché ogni competenza acquisita genera sicurezza. Ogni piccolo risultato alimenta la fiducia. Ogni obiettivo raggiunto rafforza l’autostima.
È lì che succede qualcosa. Quella che all’inizio era solo una possibilità professionale inizia a diventare qualcosa che senti tuo.
Forse è esattamente quello il momento in cui nasce la passione.
“Vorrei iniziare, ma non so su quale destinazione specializzarmi”
È una frase che ascolto spessissimo. E ogni volta penso che stiamo guardando la specializzazione dalla prospettiva sbagliata.
Perché non è soltanto una scelta di destinazione. È una scelta strategica.
Significa chiedersi che tipo di attività voglio costruire. Quanto tempo posso dedicarle davvero, oggi, con la vita che ho. Che tipo di clienti desidero seguire. Quale stile di vita voglio creare intorno al mio lavoro.
Ci sono prodotti che richiedono una presenza costante e altri che permettono una gestione più flessibile. Ci sono nicchie che si adattano meglio a chi ha già un altro lavoro e poche ore al giorno da investire. E ci sono esperienze personali o competenze maturate in altri settori che possono trasformarsi in un enorme vantaggio competitivo: una lingua che conosci, un paese in cui hai vissuto, una passione sportiva, perfino un’esigenza alimentare che ti ha reso esperta di come si viaggia con quel vincolo.
Poi ci sono le destinazioni che non avresti mai immaginato di scegliere e che finiscono per conquistarti proprio perché, lavorandoci ogni giorno, impari a conoscerle in profondità.
La libertà porta con sé la responsabilità di scegliere
La libertà è uno degli aspetti più affascinanti di questa professione. Ma è anche la parte che, all’inizio, mette più in difficoltà.
Non perché manchino le opportunità. Al contrario: perché sono tante. E quando le possibilità sono tante, si ha la sensazione di dover trovare subito quella perfetta, con il terrore di sbagliare.
La verità è che una professione raramente nasce perfetta. Prima si costruisce. Poi si consolida. E molto spesso, solo dopo, ci si innamora davvero di quello che si fa.
Preferisco essere onesta: nei primi mesi ci sono giornate in cui studi più di quanto vendi, preventivi che non si chiudono e momenti in cui ti chiedi se stai andando nella direzione giusta. Fa parte del percorso di chiunque avvii un’attività. La differenza è che qui non lo fai da sola: hai un Network di oltre 900 colleghi, un Tour Operator interno, consulenti di riferimento prodotto che quel prodotto lo conoscono a memoria e una struttura che ti accompagna passo dopo passo.
Cosa puoi fare, concretamente, se ti riconosci in queste righe
Cambia la domanda che ti stai facendo. Smetti di chiederti “qual è la destinazione che amo di più?” e inizia a chiederti “quanto tempo ho realmente a disposizione, che tipo di clienti voglio seguire, che vita voglio costruirmi intorno a questo lavoro?”. La destinazione è una conseguenza, non il punto di partenza.
Fai l’inventario di quello che hai già. Lingue, viaggi fatti, competenze professionali precedenti, contatti, comunità di cui fai parte. Quasi sempre il vantaggio competitivo è già lì, solo che non lo consideriamo perché ci sembra normale.
Non decidere da sola, e non decidere al buio. Leggi, fai domande, chiedi numeri, chiedi cosa succede quando le cose non vanno come previsto. Un percorso di valutazione serve esattamente a questo: a farti capire se questa attività fa per te, prima di investirci.
Datti un orizzonte realistico e misura i piccoli risultati. Non il fatturato del primo mese, ma le competenze acquisite, i primi contatti gestiti, il primo preventivo fatto bene. Sono quelli che costruiscono la sicurezza da cui poi nasce tutto il resto.
Domande frequenti
Devo avere già esperienza nel turismo per iniziare? No. Serve passione e voglia di imparare, non un curriculum nel settore. La formazione di Evolution Travel è pensata proprio per accompagnare chi parte da zero: metodo, strumenti, affiancamento. Molte competenze utili, poi, arrivano da altri settori.
Come scelgo la nicchia su cui specializzarmi? Partendo dalle tue condizioni reali – tempo disponibile, obiettivi, tipo di clienti che vuoi seguire – e non solo dai tuoi gusti di viaggiatore. È una scelta strategica, e non devi farla da sola: in fase di valutazione e formazione ti aiutiamo a ragionarci.
E se scoprissi di aver scelto il prodotto sbagliato? Succede, ed è recuperabile. Il metodo che impari resta tuo e si applica anche a un altro prodotto. Cambiare o affiancare una seconda specializzazione, dopo aver capito meglio come lavori, è normale: non è un fallimento, è affinamento.
Quanto tempo serve prima di vedere i primi risultati? Dipende soprattutto dal tempo che dedichi all’attività e dagli obiettivi che ti dai. Chi si dedica a tempo pieno può ottenere risultati significativi in tempi più brevi; chi affianca un altro lavoro procede più gradualmente. Non ci sono guadagni facili né automatismi: c’è un’attività da costruire.
In conclusione
Forse abbiamo dato troppa importanza alla ricerca della passione e troppo poca al valore dell’esperienza.
Perché è facendo che si sviluppano le competenze. È facendo che si acquisisce sicurezza. È facendo che cresce l’autostima. Ed è facendo che un’idea si trasforma in una professione.
E una professione, quando la senti davvero tua, può cambiare il tuo modo di vivere. Non perché all’inizio avevi tutte le risposte, ma perché hai avuto il coraggio di iniziare e hai lasciato che fosse il percorso, giorno dopo giorno, a costruire qualcosa di ancora più profondo della passione: l’innamoramento per ciò che fai. 🙂
Se hai domande o dubbi, commenta questo articolo: sarò felice di risponderti!
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