Il “momento giusto” non arriva mai: ecco perché (e cosa fare al suo posto)

C’è una frase che sento ripetere da chi sogna di diventare Consulente di Viaggio: “Aspetto il momento giusto.”
Lo dice chi vorrebbe candidarsi ma “non adesso, magari dopo l’estate”. Chi si informa, chiede, torna a leggere, ma poi rimanda. Stessa frase, stagione dopo stagione. E quasi sempre lo stesso identico risultato: non parte niente. 🙂
Voglio essere onesto con te fin da subito, perché è così che mi piace lavorare: il momento giusto non lo riconoscerai mai. Non perché sei distratto, ma perché non esiste come lo immagini.
Cosa nascondiamo dietro “non è il momento”
Quando diciamo “non è il momento giusto”, raramente stiamo facendo un calcolo lucido di tempi e risorse. Molto più spesso stiamo dicendo un’altra cosa, più scomoda: “Cambiare mi fa paura. Lasciami ancora un po’ qui, dove tutto è noto, anche se non mi piace.”
E lo capisco. Chi si avvicina a questa professione spesso non è un ragazzo allo sbaraglio: è una persona adulta, con una vita lavorativa alle spalle, una famiglia, conti da far quadrare a fine mese. Decisioni così le prendi con la testa, ti informi, confronti, fai domande puntuali su costi, formazione, possibilità reali di crescita. Giusto così.
Ma sotto quella razionalità c’è quasi sempre un’altra spinta, più silenziosa: la voglia di riscatto. Il desiderio di fare finalmente qualcosa che ti rappresenti, che ti dia la tua libertà – non una libertà qualunque, la tua. E quella spinta non aspetta il calendario. Aspetta solo che tu le dia il permesso di muoversi.
La vita non è un binario, è uno stormo
Ti faccio una domanda: hai mai visto uno stormo di uccelli che si muove nel cielo?
Non c’è un capo che dice “ora ci spostiamo a sinistra”. Si muovono tutti insieme, in continuo cambiamento, e ognuno aggiusta la rotta mentre vola. Ecco, la nostra vita assomiglia molto più a uno stormo che a un treno sui binari.
Cambiano i mercati, le tecnologie, le persone, i nostri desideri. Nel 2000 lavorare interamente online nel turismo sembrava fantascienza. Oggi è normalità : ci sono consulenti che seguono clienti in tutta Europa e nelle Americhe dal tavolo di casa. Nessuno di loro poteva prevedere dove l’avrebbe portato il primo “sì”. L’hanno scoperto camminando.
Se aspetti che tutti gli uccelli si fermino per programmare la traiettoria perfetta, non spicchi mai il volo. Il momento giusto non è un punto fisso sulla mappa. È il passo che decidi di fare dentro il movimento, nonostante il movimento.
A cosa stai aspettando, esattamente?
Se sei qui e stai pensando “interessante, ma io ci penso più avanti”, fermati un secondo.
A cosa stai aspettando, davvero? Che i figli siano più grandi? Che il lavoro attuale ti dia meno fastidio? Che la situazione economica sia più serena? Che ti senta più sicuro con il digitale?
Il problema è che poi succede sempre qualcosa: un cambio in azienda, un imprevisto familiare, una nuova tecnologia che ribalta il tavolo. E la sensazione diventa: “Adesso sì che è complicato.” Così il momento giusto slitta di nuovo, all’infinito.
La verità è che non ti serve la situazione perfetta. Ti serve la voglia di imparare e la disponibilità ad assumerti la responsabilità dei tuoi risultati. Il resto – la licenza con quasi 30 anni di storia, il Tour Operator interno, gli strumenti, la formazione, l’affiancamento di oltre 900 colleghi – te lo mette a disposizione il Network. Ma il primo centimetro, quello che ti porta fuori dal parcheggio del “ci sto pensando”, quello tocca a te.
La vera discriminante: il rapporto con l’azione
In oltre vent’anni di colloqui, ho visto una sola differenza che conta davvero. Non è la situazione di partenza. È il rapporto che hai con l’azione.
Da un lato c’è chi cerca la garanzia assoluta prima di muoversi. “Ne riparliamo a gennaio.” “Magari quando si calma il lavoro.” Tornano ogni tanto, sempre con lo stesso dubbio, sempre fermi.
Dall’altro c’è chi accetta che le garanzie assolute non esistono, ma le competenze, le relazioni e i risultati si costruiscono passo dopo passo. Non hanno più certezze degli altri. Hanno solo deciso di non aspettare che la vita diventi semplice per cominciare a muoversi.
Il momento giusto non si incontra. Si crea. Lo crei quando prendi un pezzo di tempo imperfetto – con i figli che ti chiamano, il lavoro che ti stanca, la paura di non essere abbastanza bravo – e dentro ci infili un’azione nuova. Una candidatura inviata. Un colloquio fissato. Una domanda in più fatta a chi già fa questo mestiere.
Il passo più piccolo che puoi fare oggi
Quindi, prima di chiudere, lascio a te la stessa domanda che faccio a chi è indeciso:
“Qual è il passo più piccolo e concreto che posso fare oggi verso la vita – e il lavoro – che desidero?”
Non il piano quinquennale. Non la strategia perfetta. Il passo più piccolo. Spesso ha la forma di un messaggio, di una call, di un “ok, parliamone”.
Dopo tanti anni in questo mondo, una cosa la vedo con chiarezza: chi aspetta il momento giusto raramente parte. Chi parte, raramente si pente di aver aspettato così tanto.
Domande frequenti
Serve esperienza nel turismo per diventare Consulente di Viaggio?
No. Serve passione per i viaggi, voglia di imparare e disponibilità ad assumerti la responsabilità dei tuoi risultati. La formazione, gli strumenti e il supporto del Network ci sono già : il resto si costruisce camminando.
Qual è davvero il “momento giusto” per candidarmi?
Non esiste un momento perfetto da aspettare. Il momento giusto si crea facendo un primo passo concreto dentro una situazione comunque imperfetta. Chi aspetta le condizioni ideali, di solito, non parte mai.
Devo lasciare il mio lavoro attuale per iniziare?
No. Molti iniziano proprio da una situazione lavorativa già avviata, informandosi e formandosi con i loro tempi. Il punto non è fare tutto subito, ma fare il primo passo invece di rimandarlo di nuovo.
Cosa mette a disposizione Evolution Travel a chi inizia?
Licenza con quasi 30 anni di storia, Tour Operator interno, tecnologia, CRS, intranet, formazione continua e l’affiancamento di una community di oltre 900 consulenti. Tu metti la decisione di partire.
Se ti accorgi che ripeti spesso “non è il momento giusto”, forse non è un problema di calendario. È solo un modo elegante per rimandare una decisione che fa paura. E allora, più che aspettare un segnale dal cielo, fai quel primo passo. Il resto lo costruiamo insieme, camminando.
Se hai domande o dubbi, commenta pure qui sotto: sarò felice di risponderti!
Ti invito a fare il primo passo. Leggi la nostra guida gratuita, parlane con chi già vive questa esperienza, poniti le domande giuste. E poi decidi tu, in piena libertà e consapevolezza.
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